13/11/2011

La donna nuda al posto di Gesù sulla croce

svizzera tedesca,rubano gesù,era sparito una croce da gesù,sexyLa comunità cattolica di un piccolo paese sconvolta dal disegno di un writer
Rubano Gesù dalla croce e al suo posto disegnano con lo spray una donna nuda, più sofferente che ammiccante a guardarla bene. E’ il gesto vandalico che da un paio di giorni fa discutere la comunità di Nuglar-St. Pantaleon, un piccolo paese del Canton Soletta, che si trova nella parte nordorientale della Svizzera tedesca.

CROCE DISONORATA – Da un po’ di tempo era sparito una croce da Gesù nella piccola comunità elvetica, di religione cattolica. ” Abbiamo seri problemi col vandalismo, rubano tutto, anche immagini sacre, come il Gesù che si trovava sulla croce”, racconta a Blick Adolf Morand, il presidente del consiglio pastorale di St. Pantaleon-Nuglar. “Una cosa simile non l’abbiamo mai vista, è davvero intollerabile quanto hanno fatto”, prosegue indignato descrivendo il dipinto sexy che ha sostituito l’immagine del figlio di Dio. ” Non è purtroppo la prima volta che Gesù sia scomparso da una nostra croce, ma spesso lo ritroviamo nelle vicinanze. Questa volta no, ed in più hanno offeso tutti disegnando un’immagine erotica!”,
Rubano Gesù dalla croce e al suo posto disegnano con lo spray una donna nuda, più sofferente che ammiccante a guardarla bene. E’ il gesto vandalico che da un paio di giorni fa discutere la comunità di Nuglar-St. Pantaleon, un piccolo paese del Canton Soletta, che si trova nella parte nordorientale della Svizzera tedesca.

DONNA NUDA CANCELLATA
– L’indignazione però ha però portato subito all’azione. “Non sappiamo cosa significhi la rappresentazione di una donna completamente nuda, sembra comunque che abbiamo impiegato molto tempo per dipingerla sulla croce, ci hanno speso sicuramente fatica”. Dopo averla vista sulla croce a bordo di una strada che conduce in paese, i cattolici del Canton Soletta hanno deciso subito di cancellare l’affronto. Per far scomparire il dipinto con lo spray hanno impiegato più di 45 minuti, e poi la croce è tornata pulita. “Gesù non c’è ancora, ma almeno quella porcheria è sparita”, ha commentato una fedele, Cäcilia Saladin, a Blick. L’anonimo disegnatore è stato querelato, ma al momento nessun indizio per rintracciare il colpevole è stato trovato.

02:07 Scritto da: stefano1972a in cronaca, cronaca nerra, notizie shock | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | Tag: svizzera tedesca, rubano gesù, era sparito una croce da gesù, sexy | OKNOtizie | |  Facebook

11/11/2011

Sanremo, donna accoltellata a morte. Fermato in Francia il suo convivente


C_2_articolo_1027596_imagepp.jpgUna donna di origine marocchina è stata trovata morta nel suo appartamento a Sanremo (Imperia), nel quartiere la Pigna. La vittima è Zohra Ainoussi, 44 anni. Da una prima ricostruzione della polizia, la donna sarebbe stata accoltellata alla schiena e all'addome fuori dalla sua abitazione e poi portata all'interno. La polizia italiana, insieme a quella transalpina, ha poi fermato il convivente della donna che aveva già raggiunto la Francia.

La vittima sarebbe stata uccisa al culmine di un violento litigio iniziato per strada e proseguito sino alle scale della sua abitazione, dove probabilmente cercava di rifugiarsi. A dare l'allarme sono stati il fratello del convivente e un suo amico, che l'hanno trovata in una pozza di sangue e hanno chiamato il 118. All'arrivo dei soccorsi, però, l'extracomunitaria era già morta.

I due uomini si trovano ora negli uffici del Commissariato della Città dei Fiori per essere interrogati. Sul posto, insieme agli agenti del commissariato e agli investigatori della squadra mobile di Imperia, anche il magistrato di turno, il sostituto procuratore Marco Zocco.

Catturato in Francia il convivente
La polizia, insieme ai colleghi francesi, ha poi bloccato alla stazione ferroviaria di Mentone il convivente di Zohra El Ainoussi. L'uomo, irreperibile dal momento dell'omicidio, è sospettato di essere l'autore del delitto.

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08/11/2011

Russia, riesuma 29 cadaveri e li traveste da bambole: arrestato


20111107_CUR_TN01_0021.JPGUn uomo russo è stato arrestato quando la polizia ha scoperto che teneva in casa 29 corpi mummificati travestiti da bambole. Secondo quanto riporta il portavoce del ministero dell'Interno, Valery Gribakin, il sospettato originario della città centrale di Nizhny Novgorod ha riesumato i cadaveri da diversi cimiteri dell'area e in seguito li ha travestiti con indumenti rubati dalle stesse tombe. Gribakin ha aggiunto che l'uomo non è una persona comune, bensì uno storico autore di diversi libri, ma la sua identità non è stata rivelata. L'arresto è arrivato dopo un'indagine della polizia sulla profanazione di tombe nella zona, inizialmente attribuita a gruppi estremisti. Secondo i media russi, l'uomo avrebbe selezionato i corpi di giovani donne per la sua macabra collezione.

09:52 Scritto da: stefano1972a in cronaca nerra, curiosità | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | Tag: riesuma 29 cadaveri, la polizia ha scoperto, ministero dell'interno, valery gribakin, selezionato i corpi di giovani donne, macabra collezione, portavoce del ministero dell'interno, corpi mummificati travestiti da bambole, arrestato, rubati dalle stesse tombe | OKNOtizie | |  Facebook

07/11/2011

Dispersi a Matera per auto in torrente


L’automobile travolta ieri sera dalla piena di un torrente ad alcuni chilometri da Matera, quando a bordo vi erano due persone – una donna di 44 anni e il padre di 87 (non di 86, come detto in un primo momento), entrambi di Altamura (Bari) -, è stata raggiunta dai Vigili del fuoco in un’insenatura ad alcune centinaia di metri dal punto dove era stata trascinata via, ma è stata trovata vuota.
Le ricerche di Carlo Masiello e della figlia Rosa, quindi, riprenderanno stamattina all’alba. La vettura è stata trovata capovolta, con una delle portiere aperta, completamente invasa da acqua, fango e detriti. Si è pertanto quasi certi che padre e figlia siano morti, travolti dalla furia dell’acqua: i loro cadaveri potrebbero essere ancora più avanti, in una zona più lontana. I due erano su una Volkswagen Golf guidata dal marito della donna, che è scivolata in una canale a causa di un cedimento del terreno: la piena ha travolto la vettura ma l’autista è riuscito a mettere in salvo due nipotine (gemelle di cinque anni) che erano a bordo. Poi l’auto è stata portata via con moglie e suocero. Tutti facevano parte di una grossa comitiva proveniente da Altamura, che aveva trascorso la giornata a cercare funghi e a pranzare in una casa colonica nei pressi di Matera. Quando la pioggia si è fatta insistente, hanno deciso di ripartire: solo un’auto è finita nel canale, le altre hanno potuto riprendere la strada del ritorno più tardi, dopo che un trattore ha risistemato alla meglio un tratto della strada franata.

11:06 Scritto da: stefano1972a in cronaca nerra, meteo, notizie Italia, temporali | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | Tag: strada franata, l’automobile travolta, torrente, morti, travolti dalla furia dell’acqua, finita nel canale, trascinata via | OKNOtizie | |  Facebook

25/10/2011

Cina, bimba travolta nell'indifferenza generale

Travolta da un tir e lasciata agonizzante sulla strada, la piccola muore in ospedale dopo una settimana. Perché i passanti non hanno aiutato la bambina? Il motivo sembra collegato a una vicenda accaduta il 20 novembre 2006 a Nanjing.
Lo scorso 13 ottobre una bambina cinese di due anni, Wang Yue, è stata travolta da un furgone, il cui autista però non si è fermato a soccorrerla. La piccola, ferita ma viva, è stata lasciata riversa a terra sulla strada del mercato in una cittadina nella regione del Guangzhou. Il video di una telecamera di sorveglianza (il video shock) mostra ben 18 ciclisti e numerosi altri pedoni passare di fianco alla piccola ferita senza fermarsi a soccorrerla. A un certo punto un secondo furgone ha nuovamente investito la piccola, per poi proseguire la sua corsa. Alla fine entrambi gli autisti sono stati arrestati grazie al filmato. Il 21 ottobre però la bambina è morta in ospedale per le ferite riportate.

Attenzione il contenuto forte potrebbe turbare la sensibilità dei lettori!

07:16 Scritto da: stefano1972a in cronaca nerra, notizie estero, notizie shock | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | Tag: bimba travolta nell'indifferenza generale, bimba cinese, la piccola, ferita, il video shock, entrambi gli autisti sono stati arrestati | OKNOtizie | |  Facebook

L’accusa di Iana, tornata in Romania per rubare le minorenni al racket

“Se ho paura? No, io sono una normale che fa una cosa giusta. Sono gli altri, quelli che sbagliano, che devono avere paura”. Iana Matei lo dice sicura mentre beve una spremuta di pompelmo seduta sul divano di un albergo milanese. E’ in Italia per presentare il suo libro Minorenni in vendita (Corbaccio). Ma in realtà quello che più le interessa è spiegare a tutti, a chiunque gliene dia modo, che cosa è il traffico di esseri umani. E perché lei, psicologa rumena fuggita in Australia per motivi politici, abbia deciso di tornare nel suo paese d’origine e aprire 12 anni fa un rifugio per minorenni vittime del racket internazionale. La sua esperienza è nota a livello mondiale: la chiamano l’angelo del marciapiede. Molti si sono occupati di lei, dal New York Times al Daily Mail, soprattutto dopo la nomina ad Europea dell’anno 2010. Nel libro Iana racconta senza trucchi la sua storia, che è anche la storia di queste ragazze. Racconta di quelli che le sfruttano, di come le stuprano e le azzerano. Ma, soprattutto, racconta di chi le usa. E, sorpresa, l’Italia è al secondo posto dopo la Spagna. Sì, gli uomini italiani sono tra i massimi “utilizzatori” di queste ragazzine che spesso vengono da paesini sperduti della Romania, e che sul mercato, come conferma la Matei, costano meno di altre: “Se la media per una marchetta rapida è di 30 euro, con una rumena scende a meno di 20. Vengono poco prima delle africane, che sono le più economiche. Le rumene sono operaie del sistema: fino a dieci clienti a sera.

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A prezzi stracciati. Provate solo a immaginare cosa debba fare una di loro per arrivare ai 200 euro da dare al protettore per tenerlo buono. Io purtroppo lo so”. Le chiedo come si spiega questa seconda posizione dell’Italia. Sorride: “Perché spagnoli e italiani hanno lo stesso dna, gli stessi gusti, lo stesso approccio al mondo femminile che c’è anche da noi…” “ Il divieto di prostituzione da voi è solo una foglia di fico”, dice: “circa 70 mila prostitute, il 20 per cento minorenni, lavora sul suolo italiano. I due terzi in stradine buie o in parchi isolati”. E continua: “A Milano, ad esempio, so dai racconti di alcune di loro che esiste in prossimità di un campo nomadi una zona franca dove i trafficanti rumeni fanno prostituire le ragazze. E spesso le fanno dormire nei dintorni, all’aperto, in tende o in capanne di cartone”. Ecco perché la divertono, confessa, i dibattiti sociologici sul fenomeno: “Tutte balle. Ti faccio un esempio: Oana aveva 15 anni quando ha lasciato il suo paesino per andare a fare la cameriera a Madrid. A metà strada l’hanno fatta scendere dall’auto e si è ritrovata in un appartamento dove le hanno tolto i documenti, l’hanno stuprata e poi costretta a prostituirsi. E sai come glielo hanno spiegato? Così: “Vedi questo parcheggio? Beh, qui vengono i turisti la sera. Girano in auto, si fermano, e guardano. Tu devi solo chiedere loro se gli va un po’ di amore. Entri in macchina, e ti fai fare quello che vogliono. Tutto quello che vogliono. In qualunque modo”. Questa è la realtà”. Terminata l’intervista sono uscita dall’albergo. Fuori c’era un vento gelido ed era calato il buio. Ho rivisto il film dei racconti di Iana. Ho pensato a questo secondo posto dell’Italia. Alla mentalità, che ancora resiste, del giustificazionismo un po’ machista rispetto all’andare con le prostitute. Uomini, in parcheggi o stradine di periferia, caricano in macchina ragazzine infreddolite, affamate, impaurite. Alla fine, 20 euro… E poi via. Magari a casa dalla moglie, dalla fidanzata, dalla mamma di turno. Avviene ogni giorno. Uno sfruttamento silenzioso con la connivenza di tutti.] “Se ho paura? No, io sono una normale che fa una cosa giusta. Sono gli altri, quelli che sbagliano, che devono avere paura”.

Iana Matei lo dice sicura mentre beve una spremuta di pompelmo seduta sul divano di un albergo milanese. E’ in Italia per presentare il suo libro Minorenni in vendita (Corbaccio). Ma in realtà quello che più le interessa è spiegare a tutti, a chiunque gliene dia modo, che cosa è il traffico di esseri umani. E perché lei, psicologa rumena fuggita in Australia per motivi politici, abbia deciso di tornare nel suo paese d’origine e aprire 12 anni fa un rifugio per minorenni vittime del racket internazionale. La sua esperienza è nota a livello mondiale: la chiamano l’angelo del marciapiede. Molti si sono occupati di lei, dal New York Times al Daily Mail, soprattutto dopo la nomina ad Europea dell’anno 2010.

Nel libro Iana racconta senza trucchi la sua storia, che è anche la storia di queste ragazze. Racconta di quelli che le sfruttano, di come le stuprano e le azzerano. Ma, soprattutto, racconta di chi le usa. E, sorpresa, l’Italia è al secondo posto dopo la Spagna. Sì, gli uomini italiani sono tra i massimi “utilizzatori” di queste ragazzine che spesso vengono da paesini sperduti della Romania, e che sul mercato, come conferma la Matei, costano meno di altre:

“Se la media per una marchetta rapida è di 30 euro, con una rumena scende a meno di 20. Vengono poco prima delle africane, che sono le più economiche. Le rumene sono operaie del sistema: fino a dieci clienti a sera. A prezzi stracciati. Provate solo a immaginare cosa debba fare una di loro per arrivare ai 200 euro da dare al protettore per tenerlo buono. Io purtroppo lo so”.

Le chiedo come si spiega questa seconda posizione dell’Italia. Sorride: “Perché spagnoli e italiani hanno lo stesso dna, gli stessi gusti, lo stesso approccio al mondo femminile che c’è anche da noi…”

“ Il divieto di prostituzione da voi è solo una foglia di fico”, dice: “circa 70 mila prostitute, il 20 per cento minorenni, lavora sul suolo italiano. I due terzi in stradine buie o in parchi isolati”.

E continua: “A Milano, ad esempio, so dai racconti di alcune di loro che esiste in prossimità di un campo nomadi una zona franca dove i trafficanti rumeni fanno prostituire le ragazze. E spesso le fanno dormire nei dintorni, all’aperto, in tende o in capanne di cartone”.

Ecco perché la divertono, confessa, i dibattiti sociologici sul fenomeno:

“Tutte balle. Ti faccio un esempio: Oana aveva 15 anni quando ha lasciato il suo paesino per andare a fare la cameriera a Madrid. A metà strada l’hanno fatta scendere dall’auto e si è ritrovata in un appartamento dove le hanno tolto i documenti, l’hanno stuprata e poi costretta a prostituirsi. E sai come glielo hanno spiegato? Così: “Vedi questo parcheggio? Beh, qui vengono i turisti la sera. Girano in auto, si fermano, e guardano. Tu devi solo chiedere loro se gli va un po’ di amore. Entri in macchina, e ti fai fare quello che vogliono. Tutto quello che vogliono. In qualunque modo”. Questa è la realtà”.

Terminata l’intervista sono uscita dall’albergo. Fuori c’era un vento gelido ed era calato il buio. Ho rivisto il film dei racconti di Iana. Ho pensato a questo secondo posto dell’Italia. Alla mentalità, che ancora resiste, del giustificazionismo un po’ machista rispetto all’andare con le prostitute.

Uomini, in parcheggi o stradine di periferia, caricano in macchina ragazzine infreddolite, affamate, impaurite. Alla fine, 20 euro… E poi via. Magari a casa dalla moglie, dalla fidanzata, dalla mamma di turno. Avviene ogni giorno. Uno sfruttamento silenzioso con la connivenza di tutti.

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24/10/2011

Turista sbranato da squalo ordine di ucciderlo dopo terzo attacco


Il primo "ordine di uccidere" mai emesso contro uno squalo dalle autorità dell'Australia occidentale ha fatto scattare un'intensa caccia allo squalo bianco di tre metri che sabato ha sbranato un turista americano che faceva nuoto subacqueo, nel terzo attacco mortale nella zona in meno di due mesi.

Turista sbranato da squalo, terzo attacco,caccia allo squalo bianco di tre metri,turista americano, l'isola turistica di Rottnest al largo di Perth,catturato e ucciso per la minaccia alla sicurezza pubblica,sorveglianza aerea


George Wainright di 32 anni si era tuffato da una barca presso l'isola turistica di Rottnest al largo di Perth. Secondo testimoni, il mare ha cominciato a ribollire e poco dopo è emerso il corpo dilaniato del sub. La successione di attacchi ha suscitato l'incubo di un 'serial killer' degno del film dell'orrore 'Jaws' in agguato presso l'isola, anche se secondo gli scienziati è più probabile che siano stati tre diversi squali responsabili delle uccisioni.

Il ministro della pesca Norman Moore ha ordinato che lo squalo sia catturato e ucciso per la minaccia alla sicurezza pubblica e le autorità marittime hanno disteso lenze con esche al largo dell'isola nella zona dell'attacco. La caccia continua ma le lenze sono state rimosse per evitare che le esche attirassero altri squali. Il premier dell'Australia occidentale Colin Barnett ha raccomandato di intensificare la sorveglianza aerea e di aumentare il numero di squali che i pescatori sono autorizzati a catturare.

«Molti segni mostrano che il numero di squali è in aumento», ha detto Barnett. «Bagnanti, surfisti e sub devono sapere che questo è il regno della fauna marina e lo squalo è il primo predatore».

14:21 Scritto da: stefano1972a in cronaca nerra, notizie estero, tragedia | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | Tag: turista sbranato da squalo, terzo attacco, caccia allo squalo bianco di tre metri, turista americano, l'isola turistica di rottnest al largo di perth, catturato e ucciso per la minaccia alla sicurezza pubblica, sorveglianza aerea | OKNOtizie | |  Facebook

Dormono in camper dopo discoteca: due ragazzi morti bruciati

Voleva essere un gioco, un'avventura fra quattro amici. Ma la notte nel camper del papà di uno di loro si è trasformata in tragedia:
è scoppiato un incendio e due amici di 14 e 18 anni sono morti carbonizzati, mentre altri due di 16 e 19 sono riusciti a fuggire da un finestrino, rimanendo comunque intossicati. È accaduto verso le 5,30 di stamani in via Neida, a Quercioli, una zona di campagna nel Comune di Cavriago, a una decina di chilometri da Reggio Emilia.

I due ragazzi morti si chiamavano Michele Milano (14 anni) e Adil Chahar, 18, di famiglia marocchina. Sono scampati alle fiamme invece Gaspare De Martino, di 19 anni, e R.C., di 16, che in mattinata sono stati portati nel vicino ospedale Franchini di Montecchio Emilia per una lieve intossicazione. I quattro amici abitavano tutti a Cavriago. Il fuoco li ha sorpresi mentre stavano dormendo: una trappola mortale. Le fiamme hanno avvolto in pochi minuti il camper, che è stato letteralmente incenerito, senza lasciare scampo al più giovane e a Chahar.

Secondo la prima ricostruzione dei Carabinieri del Comando Provinciale di Reggio Emilia, che sono subito accorsi sul posto della tragedia assieme ai Vigili del Fuoco, i quattro amici avevano trascorso la serata assieme, incontrandosi in una piccola discoteca del paese, l'Eden. Era la prima volta che si vedevano e chiacchierando nel locale hanno deciso di andare nella casa del quattordicenne per dormire nel camper di proprietà della famiglia, parcheggiato fuori dall'abitazione, una grande casa costruita in campagna vicino ad un fienile e ad un'azienda agricola. Forse un gioco, l'avventura di un sabato sera. Il camper era a pochi metri dall'ingresso dei garage. I ragazzi si sono quindi addormentati molto tardi, ma verso le 5,30 il camper ha preso fuoco. Una delle ipotesi al vaglio dei vigili e dei carabinieri è che le fiamme siano state provocate dal cattivo funzionamento di una stufetta elettrica accesa per scaldare l'ambiente.

Continua...

14:06 Scritto da: stefano1972a in cronaca, cronaca nerra, notizie Italia, tragedia | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | Tag: avventura, scampati alle fiamme, ragazzi morti bruciati | OKNOtizie | |  Facebook

Bimbo annegato,madre ai domiciliari

Drammatica svolta nelle indagini sulla morte di Federico Cassinis, il bambino di 16 mesi morto annegato il 9 agosto scorso durante una gita in pedalò con la madre nelle acque della Feniglia, a Porto Ercole (Grosseto).
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La mamma è stata arrestata ieri sera con l'accusa di omicidio volontario. I carabinieri di Orbetello l'hanno condotta nel carcere di Rebibbia, su disposizione della Procura di Grosseto. La donna, Laura Pettenello, 45 anni è moglie di Lorenzo Cassinis, 49 anni noto commercialista con studio a Roma e a Milano: i magistrati accusano lui di favoreggiamento. L'uomo è rimasto in casa con gli altri due figli, mentre la moglie veniva portata via.

Quel 9 agosto la donna raccontò di aver deciso di fare un giro al largo in pedalò con il figlio, raggiungendo le boe a circa 200 metri dalla riva. Il bambino, secondo la versione fornita dalla mamma, si sarebbe sporto troppo cadendo in acqua. La donna disse di averlo subito recuperato e trasportato in spiaggia, avvolto in un asciugamano e disteso sul lettino sotto l'ombrellone. Solo più tardi la corsa in ospedale e la constatazione della morte.

Quel giorno la donna era da sola con Federico, gli altri due bambini erano a casa con la baby sitter, il marito a Roma per l'ultimo giorno di lavoro.

Il giorno dopo, 10 agosto, la donna venne iscritta nel registro degli indagati per omicidio colposo, ma fu solo un atto dovuto. Intanto le indagini proseguirono, ed è emersa una versione agghiacciante.

Continua...

14:03 Scritto da: stefano1972a in cronaca, cronaca nerra, notizie Italia | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | Tag: indagini sulla morte di federico cassinis, il bambino di 16 mesi morto annegato, omicidio volontario, magistrati accusano, registro degli indagati per omicidio colposo, turisti, annegare il figlio, problemi psicologici | OKNOtizie | |  Facebook