18/05/2012

TERREMOTO, DUE SCOSSE NELLA NOTTE TRA CATANIA E MESSINA

Due scosse di terremoto sono state chiaramente avvertite dalla popolazione nei comuni catanesi di Calatabiano, Fiumefreddo, Giarre, Linguaglossa, Mascali, Piedimonte, Riposto e Sant'Alfio, e messinesi di Castelmola, Gaggi, Giardini Naxos, Graniti, Motta e Taormina. La magnitudo della prima è stata di 2.5 ed è stata registrata alle 3.11. Secondo i rilievi dell'Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia (Ingv), il sisma ha avuto ipocentro a 5 km di profondità. La scossa è stata seguita, 44 minuti più tardi, da una replica di magnitudo 2. Non si hanno al momento segnalazioni di danni a persone o cose.

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17/05/2012

PAURA SUL VOLO DA MONACO A VENEZIA: FUMO IN CABINA, ATR FUORI PISTA

Attimi di terrore questo pomeriggio per i 58 passeggeri e i 4 membri d'equipaggio di un Atr 'Air Dolomitì in volo da Monaco a Venezia che, costretto a rientrare dopo il decollo per un'avaria, è finito fuori pista. Solo un ferito lieve tra le persone a bordo, un passeggero - non se ne conosce la nazionalità - che è stato sottoposto a controlli medici per alcune contusioni.

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Per i suoi compagni di viaggio, per lo più residenti nel Nordest d'Italia, solo una grande paura che non sarà facile dimenticare. Il comandante dell'Atr 72-500 ha deciso di rientrare subito quando in volo è scattato l'allarme per presenza di fumo in cabina.
Di precisione sul guasto occorso all'aeromobile non si sa ancora molto. Il pilota ha chiesto l'attuazione del protocollo di emergenza ed è rientrato all'aeroporto di Monaco. Ma durante l'atterraggio non è riuscito a governare l'Atr, che ha proseguito la sua corsa uscendo di pista lateralmente, e subendo danni significativi.
I passeggeri sono stati subito assistiti, e - ha precisato Air Dolomiti in serata - sono stati fatti sbarcare in sicurezza. Con i membri dell'equipaggio sono stati quindi accolti nello scalo bavarese, per i primi controlli. Ma fortunatamente, a parte una persona, tutti sono rimasti incolumi. Air Dolomiti così è riuscita ad organizzare in breve tempo un volo di rientro per quanti hanno voluto comunque raggiungere Venezia in serata. Così alle 18.35 41 degli scampati a quella che poteva essere una tragedia sono rientrati all'aeroporto 'Marco Polo' di Venezia. Poco meno di una ventina - probabilmente soprattutto cittadini tedeschi - coloro che hanno preferito fermarsi a Monaco, in attesa di imbarcarsi per Venezia nella giornata di domani.
Le autorità tedesche hanno subito informato quelle italiane: da Roma, l'Agenzia nazionale per la sicurezza del volo (Ansv) ha provveduto a stabilire i primi contatti con l'Autorità investigativa della Germania (BFU), che dirige l'inchiesta sul fatto ed ha chiesto che alle indagini partecipi un investigatore italiano, in quanto il velivolo coinvolto è immatricolato in Italia (marche I-ADCD) ed il volo è affidato da un operatore italiano.

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15ENNE IN OSPEDALE PER TBC. QUATTRO CASI ANCHE A BARI

Allarme Tbc a Lodi. Un ragazzo di 15 anni, studente alla scuola superiore Einaudi di Lodi, è ricoverato da qualche giorno in ospedale dopo essere stato trovato malato di tubercolosi bacillifera, quindi del tipo contagioso, trasmissibile tramite la tosse e le goccioline di saliva come un banale raffreddore. È stato lui a recarsi in pronto soccorso con i genitori dopo aver notato sintomi che lo preoccupavano. Con lui, già sei persone, cinque studenti dello stesso istituto e un professore, sono risultati positivi alla tubercolina e quindi dovranno seguire la profilassi di rito con antibiotici per i prossimi sei mesi. La Asl, servizio Igiene e Prevenzione, in relazione ai fatti, sta controllando decine di persone che potrebbero essere venute a contatto con il virus.

ALTRI CASI A BARI Altri quattro casi di Tbc sono stati riscontrati nella scuola elementare Giovanni XXIII a Bari. Ad essere stati colpiti dal virus sono una maestra di sostegno, due bambini che seguiva personalmente e un compagno di classe dei due. In via precauzionale la scuola ha scelto di chiudere l'istituto fino a sabato per procedere alle operazioni di pulizia e disinfestazione.I bambini ricoverati sono in buone condizioni e nel frattempo viene portato avanti lo screening per verificare quanti altri contagi possono esser avvenuti sui bambini e sul personale scolastico.

21:44 Scritto da: stefano1972a in notizie Italia | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | Tag: lodi, ospedale, persone, ragazzo, tubercolosi | OKNOtizie | |  Facebook

FIRENZE, SCUOLABUS CONTRO UN ALBERO: PAURA TRA I BIMBI, MORTO IL CONDUCENTE

Il conducente di uno scuolabus morto travolto; quattro bambini rimasti feriti. Questo il bilancio di un incidente avvenuto nel pomeriggio a Grezzano (Firenze), località nel Mugello. Sul posto carabinieri e 118. Da una prima ricostruzione sembra che lo scuolabus si sia mosso all'improvviso, per cause da chiarire, mentre era posteggiato nella piazza e i bambini ci stavano salendo sopra. Il conducente avrebbe tentato di andare a bordo per frenarlo rimanendo schiacciato tra il mezzo e un albero.
I quattro bambini sarebbero rimasti feriti in modo leggero. Insieme ai compagni fanno parte di una comitiva in gita. Alcuni di loro si apprestavano a salire quando il mezzo - all'apparenza senza più essere frenato - ha cominciato a muoversi, anche per la pendenza della piazza. Il conducente ha tentato di salire subito sopra per bloccare le ruote, ma non ne ha avuto il tempo: la massa pesante dello scuolabus ha accelerato lo spostamento del mezzo travolgendolo e incastrandolo mortalmente contro un albero che delimita il posteggio.

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TREDICI BIMBI IN OSPEDALE Sono 13 i bimbi portati all'ospedale per accertamenti in seguito all'incidente avvenuto nel pomeriggio a Grezzano (Firenze), nel quale il conducente del loro scuolabus è morto incastrato tra lo stesso mezzo e un albero. Secondo quanto si è appreso, nessuno di loro sarebbe grave: 12 alunni si trovano all'ospedale di Borgo San Lorenzo per accertamenti, e uno che avrebbe riportato alcune contusioni al Meyer di Firenze. I bimbi erano arrivati a Grezzano in gita scolastica dalla scuola elementare di Pian di Scò (Arezzo), per visitare il Museo della Civiltà contadina. Al termine della visita, mentre risalivano sullo scuolabus, di proprietà di una ditta privata, il mezzo ha iniziato a muoversi verso il fondo della piazza acquistando rapidamente velocità. Il conducente, 44 anni, ha cercato di risalire a bordo per fermarne la corsa ma è rimasto schiacciato fra lo sportello e un albero. Ora la Protezione civile sta organizzando il rientro degli altri bambini della gita a casa, nell'Aretino

21:29 Scritto da: stefano1972a in notizie Italia | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | Tag: firenze, scuolabus, bambini, feriti, morto, news, notizie | OKNOtizie | |  Facebook

PERDE LA VOCE DOPO 9 ANNI AL CALL CENTER, LA PROCURA DI TORINO APRE UN'INCHIESTA

È arrivata all'esaurimento della voce dopo essere stata colpita da disfonia. Il tutto a seguito di un impiego in un call-center durato nove anni. Il caso, che riguarda una donna di 41 anni residente a Torino, è stato segnalato dai medici dell'ospedale Molinette, dove è stata ricoverata in seguito al disturbo, alla Procura di Torino. Il pubblico ministero Raffaele Guariniello ha aperto un fascicolo 'atti relativì a carico di ignoti allo scopo di capire se si tratti di un caso di malattia professionale.

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16:10 Scritto da: stefano1972a in notizie Italia | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | Tag: torino, call center, procura torino, voce | OKNOtizie | |  Facebook

"TRE MILIONI DI ITALIANI HANNO RAPPORTI O ATTRAZIONE PER I GAY"

La maggioranza degli italiani è d'accordo sul fatto che una coppia di persone omosessuali che convive possa avere per legge gli stessi diritti di una coppia sposata, ma solo il 43,9% ritiene giusto che una coppia omosessuale possa sposarsi. È quanto emerge da un'indagine Istat sulla popolazione omosessuale in Italia, resa nota oggi in occasione della giornata contro l'omofobia. Maggiore è invece la contrarietà nei confronti dell'adozione dei figli: solo il 20% si dice d'accordo.

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La maggioranza degli italiani (61,3%) ritiene che in Italia gli omosessuali siano molto o abbastanza discriminati, e il 73% condanna i comportamenti discriminatori, come il fatto che non si assuma una persona perchè omosessuale o non si affitti un appartamento per lo stesso motivo. Crea problemi, però, il fatto che persone omosessuali rivestano alcuni ruoli: per il 41,4% non è accettabile un insegnante di scuola elementare omosessuale, per il 28,1% un medico, per il 24,8% un politico. La maggioranza ritiene accettabile che un uomo o una donna abbiano una relazione affettiva e sessuale con una persona dello stesso sesso, ma il 55,9% ritiene che gli omosessuali sarebbero meglio accettati se fossero più discreti. Le donne, i giovani e i residenti nel centro Italia mostrano una maggiore apertura nei confronti degli omosessuali. E sono circa un milione le persone che si sono dichiarate omosessuali o bisessuali, più tra gli uomini, i giovani e nell'Italia centrale; altri due milioni hanno dichiarato di aver sperimentato nella propria vita l'innamoramento o i rapporti sessuali o l'attrazione sessuale per persone dello stesso sesso. Forti difficoltà emergono per gli omosessuali e bisessuali in famiglia: circa il 20% dei genitori di figli omosessuali sa che questi vivono una tale condizione; il dato è più alto tra i fratelli, i colleghi e soprattutto gli amici. Gli omosessuali e i bisessuali dichiarano di aver subito discriminazioni a scuola e all'università, così come al lavoro, più degli eterosessuali: il 40,3% dichiara di essere stato discriminato contro il 27,9% degli eterosessuali. Si arriva al 53,7% aggiungendo le discriminazioni subite nella ricerca di una casa, nei rapporti con i vicini, nell'accesso a servizi sanitari oppure in locali, uffici pubblici o mezzi di trasporto.

Continua...

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11/05/2012

GUERRIGLIA E AGGRESSIONI, IRA EQUITALIA. "SUICIDI? NON È COLPA NOSTRA"

Un pacco bomba è stato inviato alla direzione generale di Equitalia in via Grezzar a Roma. Secondo quanto si apprende il pacco conteneva poca polvere pirica ed era senza innesco. Sul posto sono intervenuti la Guardia di finanza e gli artificieri della polizia.
La busta recapitata questa mattina alla direzione generale di Equitalia in via Grezzar a Roma conteneva silicone e polvere pirica, ma probabilmente - a quanto si è appreso - non sarebbe esplosa nè si sarebbe incendiata alla sua apertura. La busta, bianca, aveva come destinatario la dicitura generica 'Equitalià. Finora non è ancora arrivata alcuna rivendicazione. Gli artificieri della polizia sono intervenuti per analizzare il plico, che è stato poi sottoposto a sequestro.

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ISPETTORI MALMENATI NEL MILANESE Due ispettori di Equitalia sono stati aggrediti stamani nel Milanese. I due, solo malmenati, non avrebbero riportato gravi lesioni. È accaduto in uno studio di commercialisti, a Melegnano, quando per motivi ancora non noti un imprenditore edile, presente nello studio dei fiscalisti, ha cominciato a prendere a calci uno dei due ispettori.

SCONTRI A NAPOLI Violenti scontri stanno avvenendo davanti alla sede di Equitalia al corso Meridionale a Napoli tra la polizia e i manifestanti aderenti a varie sigle di disoccupati e collettivi. Prima i dimostranti hanno messo in atto un blocco stradale poi -secondo la versione fornita dalla questura- hanno iniziato a lanciare bottiglie e sampietrini contro i poliziotti in assetto anti guerriglia.
Un agente è rimasto ferito ad una caviglia a seguito del lancio di una pietra. Gli agenti hanno dovuto compiere un paio di cariche per tenere a distanza i manifestanti. Corso Meridionale appare come un campo di battaglia, sull'asfalto ci sono bottiglie, sampietrini e cassonetti della spazzatura rovesciati.
I manifestanti si sono mossi in corteo dopo essere stati dispersi dalla polizia, allo scopo di ritornare davanti agli uffici di Equitalia, successivamente chiusa per evitare tensioni. La tensione è ancora molto alta tra manifestanti e polizia. Un elicottero del sesto Reparto volo si è alzato in cielo per controllare i dimostranti dall'alto. Prima era solo il Corso Meridionale a vivere nella tensione ora buona parte del quartiere Arenaccia.

EQUITALIA: «SENSAZIONALISMO ALIMENTA LA VIOLENZA» «Il sensazionalismo alimenta la violenza». Lo afferma Equitalia in una nota, riferendosi agli atti di violenza di queste ore e sostenendo che «sono eventi tragici da non spettacolarizzare» e «facili strumentalizzazioni sfociano in vere e proprie guerriglie».

IL COMUNICATO «È inaccettabile continuare a scaricare irresponsabilmente su Equitalia la colpa di gesti estremi e situazioni drammatica». È quanto afferma Equitalia in una nota nella quale afferma che «c'è troppa superficialità nell'associale ad Equitalia il termine suicidio». Ecco il testo del comunicato di Equitalia. «È inaccettabile - afferma la società - continuare a scaricare irresponsabilmente su Equitalia la colpa di gesti estremi e situazioni drammatiche, che hanno invece origini diverse e lontane e che stanno esplodendo solo oggi a causa della crisi economica. Eventi tragici da non spettacolarizzare, per i quali Equitalia esprime profonda vicinanza alle famiglie coinvolte». «La troppa superficialità con cui negli ultimi tempi si è associato a Equitalia il termine suicidio - prosegue la nota - sta avendo come effetto di alimentare tensioni sociali, oggetto di facili strumentalizzazioni, che sfociano in vere e proprie guerriglie, come quella odierna organizzata contro gli sportelli di Napoli, in minacce, come l'ennesimo pacco bomba intercettato nella sede della capogruppo a Roma, e in aggressioni fisiche a dipendenti impegnati nel proprio lavoro, come accaduto stamane a Melegnano». «Nel sottolineare la propria preoccupazione per questi episodi - conclude il testo del comunicato - Equitalia esprime massima solidarietà a tutto il personale e auspica che tutti, istituzioni, media, società civile e mondo imprenditoriale, si impegnino per ripristinare quel clima di dialogo e collaborazione indispensabile per placare tali tensioni».

18:36 Scritto da: stefano1972a in notizie Italia | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | Tag: equitalia, scontri, milano, napoli, ispettori, news, notizie | OKNOtizie | |  Facebook

CONCORDIA, LA TELEFONATA DI SCHETTINO. "HO SENTITO UN COLPO. BUM!"

colpo, comandante, schettino, sentito, telefonata, adesso,Un'altra telefonata che vede come protagonista il comandante della Costa Concordia Francesco Schettino. «Eravamo al Giglio, ho sentito un colpo improvviso: Bum!». Queste le parole riportate da Tgcom24 che diffonde una telefonata avvenuta pochi istanti prima della conversazione con De Falco effettuata dal comandante con il Comando generale della Capitaneria di porto di Roma.
Schettino racconta quanto accaduto: «Sì, sì. Eravamo a 0.18, 0.2 dal Giglio. Ci stava acqua. E di colpo ho sentito un colpo: bum! Adesso ho fatto scaricare il VDR, ho detto al comandante in seconda di fare il download del VDR … e niente, adesso vediamo le cause. Io sono stato sul ponte». Poi racconta, secondo quanto emerge dal servizio del Tgcom, di come ha tentato di mettere in salvo i passeggeri, negli istanti precedenti al suo abbandono della nave.

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CRISI, ALTRI DUE SUICIDI IN PUGLIA E SICILIA. IMPRENDITORE SI SPARA A TORINO, È GRAVE

Non riusciva più a trovare lavoro e gli erano arrivate bollette e cartelle esattoriali che non sapeva come pagare. Sarebbero questi i motivi che hanno spinto Giovanni Vancheri, un idraulico di 54 anni, a darsi fuoco nella sua auto. Il suicidio è avvenuto a San Cataldo, un paese della provincia di Caltanissetta.
L'uomo ha fatto sempre lavoretti saltuari fino a quando, anni fa, ha avuto un infarto. Le condizioni di salute gli hanno impedito di continuare a lavorare. Secondo una prima ricostruzione dei carabinieri stamani Vancheri, sposato e padre di una ragazza, è andato nella sua casa di campagna alla periferia nord di San Cataldo, in contrada Portella Bifuto.
Ha lasciato i documenti dell'auto e i soldi su un tavolo, poi si è chiuso dentro l'abitacolo e si è dato fuoco. Qualche ora dopo i familiari, preoccupati dal momento che da giorni l'uomo era depresso perchè non lavorava, sono andati a cercarlo e hanno trovato il corpo carbonizzato all'interno della macchina.

IMPRENDITORE SI IMPICCA IN PUGLIA Un imprenditore del settore impiantistica, Giuseppe Rennola, di 46 anni, di Molfetta, si è tolto la vita impiccandosi ad un albero del podere di alcuni parenti. A determinare la decisione pare sia stata la sua situazione economica: l'imprenditore avanzava diversi crediti da enti pubblici che non riusciva ad esigere, anche se fino ad oggi era riuscito ad assicurare lo stipendio ai suoi dipendenti.
La notizia è riportata da alcuni quotidiani locali. L'uomo, sposato e padre di due figlie, ha lasciato un biglietto nella sua auto scusandosi con i famigliari per il gesto che stava per compiere. A trovare il cadavere è stato il cognato. Negli ultimi tempi sembra che alcune banche gli avessero negato aiuti. Forse l'uomo, si ipotizza, temeva che ben presto non sarebbe riuscito più ad andare avanti con la sua attività.

IMPRENDITORE SI SPARA, E' GRAVE Un imprenditore di 73 anni Mario Trombone, ha cercato di suicidarsi stamani sparandosi un colpo di pistola alla testa nel suo ufficio, a Torino. L'uomo è ora ricoverato all'ospedale Cto del capoluogo piemontese in gravi condizioni e verrà sottoposto ad un intervento chirurgico per l'estrazione del proiettile. In un biglietto lasciato ai familiari ha raccontato di voler togliersi la vita perchè non sapeva più come far andare avanti la sua impresa, un'azienda di facchinaggio, perchè era «oppresso dalle tasse».

18:30 Scritto da: stefano1972a in notizie Italia | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | Tag: crisi, suicidio, imprenditore, puglia, molfetta, notizie, news, tasse | OKNOtizie | |  Facebook

KATIA PASQUINO ACCUSA LA MINETTI

Nicole Minetti è arrivata stamani in tribunale a Milano per assistere al processo sul caso Ruby che la vede imputata per induzione e favoreggiamento della prostituzione anche minorile, assieme a Lele Mora ed Emilio Fede. La consigliera regionale lombarda, vestita con un elegante tailleur nero, ha sorriso all'indirizzo dei fotografi e dei cronisti prima di entrare nell'aula della quinta sezione penale.
È la prima volta che Minetti si presenta ad una udienza del processo sul caso Ruby, mentre aveva partecipato all'udienza preliminare davanti al gup in un'occasione. Gli altri due imputati invece non si sono mai presentati in aula.

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La Minetti ha detto di non provare «assolutamente imbarazzo» e «assolutamente» nemmeno un po' di vergogna. Minetti è in aula per ascoltare la deposizione della sua ex amica, Melania Tumini, che venne portata proprio dalla Minetti ad Arcore ad una serata che la giovane ha definito 'allucinante'. Nicole Minetti in una pausa d'udienza è stata 'presa d'assalto' da fotografi e giornalisti.
Uscendo dall'aula, tra le poche cose che ha detto, rispondendo a una domanda ha spiegato di essere «tranquilla». E poichè i suoi difensori l'hanno consigliata, al momento, di non parlare con la stampa, lei, rivolgendosi a uno di loro, gli ha spiegato: «Ma guarda che io non ho problemi...».

LA PASQUINO: MINACCE DA MINETTI E CONCEICAO Nella notte tra il 27 e il 28 maggio di due anni fa, quando Ruby finì in Questura per via di un furto, Caterina Pasquino, la ragazza che nel pomeriggio denunciò la giovane marocchina, ricevette «una telefonata da Nicole Minetti e Michelle Conceicao che gridavano 'ti facciamo il culo'». Lo ha spiegato la stessa Pasquino, durante la sua testimonianza al processo in corso a Milano sul caso Ruby e nel quale sono imputati Nicole Minetti, Emilio Fede e Lele Mora.
Caterina Pasquino ha spiegato al Tribunale di aver ricevuto, di sera tardi, mentre si trovava a casa sua in via Settala, quella telefonata di minaccia «perchè ho denunciato Ruby», in quanto le aveva rubato 3 mila euro, il cellulare e piccoli gioielli. E proprio per questo Kharima El Marough, che all'ex amica si era spacciata per maggiorenne («quasi 19 anni»), venne portata negli uffici di via Fatebenefratelli e poi, dopo la telefonata dell'allora presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, venne 'rilasciatà e affidata a Nicole Minetti.
Il pm Antonio Sangermano ha elencato alla Pasquino, come risulta dai tabulati telefonici, la lunghissima serie di chiamate intercorse quella notte tra lei e la Conceicao, ma la teste non è stata in grado di indicare in quale di queste telefonate ricevette quelle che ha definito di «minacce», aggiungendo di non ricordare il contenuto di nessuna delle altre conversazioni. «Perchè le dicevano che volevano 'farle il culo'?» ha chiesto il pm. E la testimone: «Non lo so». Caterina Pasquino ha poi spiegato di aver ricevuto le scuse dalla brasiliana: «Si scusò, spiegandomi che che non aveva capito che al telefono ero io».
L'AMICA MELANIA: "NON ERA BURLESQUE" Nessuno ha spiegato a Melania Tumini, la giovane invitata ad una serata ad Arcore da Nicole Minetti, che lo 'spettacolò a cui aveva assistito e cioè travestimenti, spogliarelli e «toccamenti e palpeggiamenti» erano gare di burlesque. È quello che ha affermato la giovane, ormai ex amica di Nicole Minetti, rispondendo ad una domanda in aula del procuratore aggiunto di Milano Piero Forno al processo in cui il consigliere regionale lombardo ed ex igienista dentale di Berlusconi è imputata assieme a Lele Mora ed Emilio Fede per il caso Ruby.
Melania Tumini ha descritto quel che è accaduto a Villa San Martino il 19 settembre 2010, una festa con 25-30 ragazze con cena e dopocena nella sala del bunga bunga durante la quale lei si è sentita «a disagio e imbarazzata e rimasi in disparte».
Le giovani, secondo il racconto di Melania si erano travestite da poliziotto, infermiera o da uomo come la Minetti che indossava solamente delle culotte, una camicia e cravatta. «Quasi tutte ballavano - ha detto la testimone - alcune con movenze lesbiche. Si toccavano tra loro o venivano toccate dal presidente del Consiglio sul seno, sul sedere e anche in mezzo alle gambe». La teste ha infine spiegato che a fine serata ricevette dall'ex premier due cd di Apicella in mezzo ai quali c'era una busta con dentro duemila euro in contanti.

Continua...

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