24/10/2011
Parla l'amica di Valeria: «Noi nell'inferno per un errore del navigatore satellitare»
È sopravvissuta per miracolo, nonostante la furia delle acque. Ora Angela Raia, l'amica intima di Valeria scampata al nubifragio, parla di quella notte maledetta. Angela, 25 anni, è separata e ha una bimba di 2 anni, Desi. La giovane lavora in un calzaturificio di Casavatore. Vive con la sua piccola e la mamma, operaia anche lei, in un appartamentino in affitto, al primo piano di un edificio del centro storico di Pomigliano. La ragazza parla stando stesa sul divano di casa. È provata, la gamba destra ingessata per una frattura alla caviglia in quei momenti concitati di giovedì sera.
Cosa è successo giovedì sera?
«Poco dopo le dieci Valeria mi è venuta a prendere con la sua auto. Volevamo uscire per andare da qualche parte, non sapevamo ancora dove. Quando lei è arrivata sotto casa stavo per portare con me la mia bambina ma mi sono accorta che Desi si era addormentata: l'ho lasciata con mia madre».
È stata una fortuna…
«Si, una fortuna…».
Poi?
«Poi sono entrata in auto e ci siamo dirette prima in un bar di Casalnuovo ma poco dopo siamo tornate a Pomigliano e una volta là abbiamo deciso di dirigerci verso Napoli attraverso il raccordo dell’Asse mediano che porta alla Tangenziale. Però sulla sopraelevata, all’altezza di via Argine, siamo state costrette a tornare indietro».
Perchè?
«La pioggia ci ha colte di sorpresa. Era così forte che non si vedeva niente per cui ci siamo affidate al navigatore satellitare e ci siamo ritrovate a Pollena».
Ma allora il navigatore non ha funzionato, o forse non lo avete impostato bene?
«Questo non lo so. Ormai eravamo a Pollena e quando siamo arrivate in via Cimitero ci siamo bloccate».
Cioè?
«Pioveva in un modo incredibile. A un certo punto l’auto si è fermata, avevamo la sensazione che fossimo finite in un fosso. È stato in quel frangente che mi sono girata e ho visto un torrente scendere dal nostro fianco destro. È stato tremendo: l’acqua è arrivata fino al finestrino della vettura, proprio sul mio lato ma ci siamo fatte lo stesso coraggio e abbiamo deciso di uscire, di scappare. Siamo riuscite ad aprire le portiere e abbiamo guadato per un po’».
Dove vi siete dirette?
«Dove c’erano dei palazzi, delle abitazioni, su una salita…».
Quella è via Apicella, dove scendeva il torrente…
«Si, ma non si vedeva nulla, era buio pesto. Solo là siamo riuscite a scorgere delle case. Abbiamo fatto qualche metro, non c’era nessuno. Valeria stava chiedendo aiuto a sua cognata stando attaccata al telefonino. Non ce l’abbiamo fatta: una nuova cascata ci ha travolte. Era come il mare».
Cosa avete fatto, allora?
«Valeria è stata travolta per prima. Il torrente l’ha stesa e trascinata più giù, fino a una macchina parcheggiata. È sparita là sotto, sotto l’auto, mentre urlava il mio nome. Nel tentativo di raggiungerla sono stata travolta anch’io dal fiume e mi sono ritrovata sotto la stessa macchina. Qui però Valeria non c’era più. Io però sono riaffiorata. Ho afferrato un palo che spuntava dal marciapiede: non so come ma mi sono alzata, anche se non potevo muovere il piede destro, che mi faceva molto male. Nel frattempo il livello dell’acqua è sceso e sono riuscita a camminare».
E Valeria?
«Non la vedevo, non la sentivo più. Poi è arrivata un’auto. È scesa una coppia: un uomo, un italiano, e una donna, una straniera, di colore. Mi hanno aiutata. Dopo l’ambulanza ha soccorso Valeria, rimasta a terra, più giù. Ho sentito dire che il suo battito c’era ancora. Che era lento ma che c’era».
Non c'è stato niente da fare?
«Era impossibile controllare la forza dell’acqua».
14:28 Scritto da: stefano1972a in cronaca, notizie Italia, testimoni, tragedia | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | Tag: l'amica di valeria, errore del navigatore, navigatore satellitare | OKNOtizie |
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Turista sbranato da squalo ordine di ucciderlo dopo terzo attacco
Il primo "ordine di uccidere" mai emesso contro uno squalo dalle autorità dell'Australia occidentale ha fatto scattare un'intensa caccia allo squalo bianco di tre metri che sabato ha sbranato un turista americano che faceva nuoto subacqueo, nel terzo attacco mortale nella zona in meno di due mesi.
George Wainright di 32 anni si era tuffato da una barca presso l'isola turistica di Rottnest al largo di Perth. Secondo testimoni, il mare ha cominciato a ribollire e poco dopo è emerso il corpo dilaniato del sub. La successione di attacchi ha suscitato l'incubo di un 'serial killer' degno del film dell'orrore 'Jaws' in agguato presso l'isola, anche se secondo gli scienziati è più probabile che siano stati tre diversi squali responsabili delle uccisioni.
Il ministro della pesca Norman Moore ha ordinato che lo squalo sia catturato e ucciso per la minaccia alla sicurezza pubblica e le autorità marittime hanno disteso lenze con esche al largo dell'isola nella zona dell'attacco. La caccia continua ma le lenze sono state rimosse per evitare che le esche attirassero altri squali. Il premier dell'Australia occidentale Colin Barnett ha raccomandato di intensificare la sorveglianza aerea e di aumentare il numero di squali che i pescatori sono autorizzati a catturare.
«Molti segni mostrano che il numero di squali è in aumento», ha detto Barnett. «Bagnanti, surfisti e sub devono sapere che questo è il regno della fauna marina e lo squalo è il primo predatore».
14:21 Scritto da: stefano1972a in cronaca nerra, notizie estero, tragedia | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | Tag: turista sbranato da squalo, terzo attacco, caccia allo squalo bianco di tre metri, turista americano, l'isola turistica di rottnest al largo di perth, catturato e ucciso per la minaccia alla sicurezza pubblica, sorveglianza aerea | OKNOtizie |
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Dormono in camper dopo discoteca: due ragazzi morti bruciati
Voleva essere un gioco, un'avventura fra quattro amici. Ma la notte nel camper del papà di uno di loro si è trasformata in tragedia:
è scoppiato un incendio e due amici di 14 e 18 anni sono morti carbonizzati, mentre altri due di 16 e 19 sono riusciti a fuggire da un finestrino, rimanendo comunque intossicati. È accaduto verso le 5,30 di stamani in via Neida, a Quercioli, una zona di campagna nel Comune di Cavriago, a una decina di chilometri da Reggio Emilia.
I due ragazzi morti si chiamavano Michele Milano (14 anni) e Adil Chahar, 18, di famiglia marocchina. Sono scampati alle fiamme invece Gaspare De Martino, di 19 anni, e R.C., di 16, che in mattinata sono stati portati nel vicino ospedale Franchini di Montecchio Emilia per una lieve intossicazione. I quattro amici abitavano tutti a Cavriago. Il fuoco li ha sorpresi mentre stavano dormendo: una trappola mortale. Le fiamme hanno avvolto in pochi minuti il camper, che è stato letteralmente incenerito, senza lasciare scampo al più giovane e a Chahar.
Secondo la prima ricostruzione dei Carabinieri del Comando Provinciale di Reggio Emilia, che sono subito accorsi sul posto della tragedia assieme ai Vigili del Fuoco, i quattro amici avevano trascorso la serata assieme, incontrandosi in una piccola discoteca del paese, l'Eden. Era la prima volta che si vedevano e chiacchierando nel locale hanno deciso di andare nella casa del quattordicenne per dormire nel camper di proprietà della famiglia, parcheggiato fuori dall'abitazione, una grande casa costruita in campagna vicino ad un fienile e ad un'azienda agricola. Forse un gioco, l'avventura di un sabato sera. Il camper era a pochi metri dall'ingresso dei garage. I ragazzi si sono quindi addormentati molto tardi, ma verso le 5,30 il camper ha preso fuoco. Una delle ipotesi al vaglio dei vigili e dei carabinieri è che le fiamme siano state provocate dal cattivo funzionamento di una stufetta elettrica accesa per scaldare l'ambiente.
14:06 Scritto da: stefano1972a in cronaca, cronaca nerra, notizie Italia, tragedia | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | Tag: avventura, scampati alle fiamme, ragazzi morti bruciati | OKNOtizie |
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